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FA PIU' RUMORE UN'AMMINISTRAZIONE CHE
CADE DI UNA FORESTA CHE CRESCE
Il fatto del giorno.
Solo ieri sera ho avuto notizia della caduta dell’Amministrazione
Comunale, voce che, a quanto pare, circolava da qualche giorno in piazza e
che sarebbe dovuta restare segreta, ma che per la serie: “Cittu cittu a
mienzu la chiazza…” non era per niente un mistero.
La conferma l’ho avuta dal telegiornale regionale su Rai tre che ha
annunciato la caduta del sindaco di Veglie Giuseppe Carlà, chiaramente
con un’imprecisione che non muta la sostanza.
I gruppi consigliari di minoranza (Insieme per Veglie-DS-Società civile)
hanno trasmesso ieri, 22 novembre, un comunicato stampa che inizia così:
“Con le dimissioni contestuali di 4 (quattro) assessori (Mangia,
Spagnolo, Maggiore, Albano) e di 8 (otto) consiglieri di minoranza (Fai,
Aprile M., Aprile S., Cipolla, Cutrino, Greco, Parente, Sabato) è stato
sciolto il Consiglio Comunale di Veglie.”
Cosa dire? Ancora si sa troppo poco sulle cause che hanno portato alla
fine prematura di un ciclo amministrativo. La notizia è arrivata
improvvisa, se l’avessi saputo prima avrei dedicato la mia vignetta
settimanale a questo avvenimento. Ma ciò non conta, mi verrebbe da dire,
magari utilizzando la frase di un grande sportivo del passato, il ciclista
Bartali, che “È tutto da rifare…”.
In tanti hanno voglia di scherzare, di festeggiare, di sputare veleno, di
parlarne al bar come lo si fa dopo la partita di calcio; altri già
pensano ai futuri accordi, all’occupazione di un poltrona, a cercare
candidati e voti; altri ancora hanno già la squadra pronta per scendere
in campo.
Ad ognuno il libero commento su ciò che è stato o non è stato fatto,
oltre che su ciò che bisognerà fare.
Dico la mia: temo che qui a Veglie, come in tante parti d’Italia, sarà
ancora la politica dei numeri a farla da padrona, la stessa che può far
nascere o morire un’Amministrazione Comunale, e questo mi rattrista
molto.
Ho paura che le idee e i programmi passeranno, per chissà ancora quanto
tempo, in ultimo piano, e che il nuovo non riuscirà ad emergere.
Come ho già detto, nel mio precedente intervento pubblicato sul sito,
necessitiamo tutti di “cambiamento”, di una ventata di novità che ci
proietti nel futuro, che garantisca ai cittadini perlomeno le necessità
primarie.
La nostra amata Veglie dorme all’ombra, non di un bellissimo albero, ma
di un’incertezza che non può certo rallegrarci. Non importa essere di
destra, di sinistra o di centro. Ciò che conta è che, aldilà delle
parole, esista un’ idea di futuro per noi vegliesi, una classe politica
solida che sappia dare risposte ai nostri tanti interrogativi e, non
vorrei essere monotono, di “novità” e questa ennesima caduta (ancora
una volta come nel ’99 - quando ciò avvenne a discapito
dell’amministrazione di centrosinistra - il giorno 22 di novembre) mi
pare una pagina già letta di storia senza lieto fine, oltre che di una
storia senza fine…
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