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N o t i z i e 

23/11/2004   -   di Gian Piero Leo 

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FA PIU' RUMORE UN'AMMINISTRAZIONE CHE CADE DI UNA FORESTA CHE CRESCE

 

Il fatto del giorno.

Solo ieri sera ho avuto notizia della caduta dell’Amministrazione Comunale, voce che, a quanto pare, circolava da qualche giorno in piazza e che sarebbe dovuta restare segreta, ma che per la serie: “Cittu cittu a mienzu la chiazza…” non era per niente un mistero.
La conferma l’ho avuta dal telegiornale regionale su Rai tre che ha annunciato la caduta del sindaco di Veglie Giuseppe Carlà, chiaramente con un’imprecisione che non muta la sostanza.
I gruppi consigliari di minoranza (Insieme per Veglie-DS-Società civile) hanno trasmesso ieri, 22 novembre, un comunicato stampa che inizia così: “Con le dimissioni contestuali di 4 (quattro) assessori (Mangia, Spagnolo, Maggiore, Albano) e di 8 (otto) consiglieri di minoranza (Fai, Aprile M., Aprile S., Cipolla, Cutrino, Greco, Parente, Sabato) è stato sciolto il Consiglio Comunale di Veglie.”
Cosa dire? Ancora si sa troppo poco sulle cause che hanno portato alla fine prematura di un ciclo amministrativo. La notizia è arrivata improvvisa, se l’avessi saputo prima avrei dedicato la mia vignetta settimanale a questo avvenimento. Ma ciò non conta, mi verrebbe da dire, magari utilizzando la frase di un grande sportivo del passato, il ciclista Bartali, che “È tutto da rifare…”.
In tanti hanno voglia di scherzare, di festeggiare, di sputare veleno, di parlarne al bar come lo si fa dopo la partita di calcio; altri già pensano ai futuri accordi, all’occupazione di un poltrona, a cercare candidati e voti; altri ancora hanno già la squadra pronta per scendere in campo.
Ad ognuno il libero commento su ciò che è stato o non è stato fatto, oltre che su ciò che bisognerà fare.
Dico la mia: temo che qui a Veglie, come in tante parti d’Italia, sarà ancora la politica dei numeri a farla da padrona, la stessa che può far nascere o morire un’Amministrazione Comunale, e questo mi rattrista molto.
Ho paura che le idee e i programmi passeranno, per chissà ancora quanto tempo, in ultimo piano, e che il nuovo non riuscirà ad emergere.
Come ho già detto, nel mio precedente intervento pubblicato sul sito, necessitiamo tutti di “cambiamento”, di una ventata di novità che ci proietti nel futuro, che garantisca ai cittadini perlomeno le necessità primarie.
La nostra amata Veglie dorme all’ombra, non di un bellissimo albero, ma di un’incertezza che non può certo rallegrarci. Non importa essere di destra, di sinistra o di centro. Ciò che conta è che, aldilà delle parole, esista un’ idea di futuro per noi vegliesi, una classe politica solida che sappia dare risposte ai nostri tanti interrogativi e, non vorrei essere monotono, di “novità” e questa ennesima caduta (ancora una volta come nel ’99 - quando ciò avvenne a discapito dell’amministrazione di centrosinistra - il giorno 22 di novembre) mi pare una pagina già letta di storia senza lieto fine, oltre che di una storia senza fine…


 

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