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13/11/2004 - di Gian Piero Leo |
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Pareggio questione di punti di vista
Uno
dei temi pregnanti, dal punto di vista calcistico, riguarda la
“crisi”, per alcuni ancor peggio il “dramma” dell’Inter, squadra
di grandi tradizioni che nell’attuale campionato di serie A, dopo 11
giornate, ha conquistato due vittorie e nove (9) pareggi. Pensate
che il tecnico della società nerazzurra, Roberto Mancini, viene
denominato “Mister X”. Ma non è questo il problema della discussione
al quale vorrei condurvi. A
me pare, non so se sbaglio, che, come al solito, si enfatizzi più del
necessario intorno ad un mondo che ormai di sportivo ha ben poco, se non
un pallone e tanti ex atleti, ora divi dello spettacolo, che cercano di
fare goal, spesso senza riuscirvi, pronti al tuffo in aria di rigore per
il tragicomico pianto addolorato che diventa improvviso sorriso e
riacquisizione della forma alla concessione del penalty. Il
presunto dramma di questi uomini super pagati, di questi divi della
domenica, del processo del lunedì, degli anticipi del martedì, del
ritorno del mercoledì, del dibattito del giovedì, della mancanza di un
venerdì, della febbre del sabato sera… dicevo, la disperazione di
questi uomini e di una società calcistica sono un vero schiaffo morale
imposto a tutti noi comuni mortali, particolarmente a chi vorrebbe “pareggiare”
i conti a fine mese, causa problemi economici che dilagano ormai in
tantissime case. Anche
questa volta sarebbe sacrosanto un “BASTA!” scritto a caratteri
cubitali, magari, anche dietro le maglie di questi campioni, o presunti
tali, oltre che urlato in ogni dove. Ma
ho paura che, anche in questo caso, il popolo del calcio non estrarrà il
cartellino, nemmeno quello giallo, risparmiando i “poveri” campioni,
già abbastanza sofferenti per la pressione datagli dai mass-media. Si
chiuderanno gli occhi di fronte alla disparità di assegnazione dei
contributi ultramilionari derivati dai diritti televisivi (Juve, Inter e
Milan ne percepiscono la massima parte), si farà finta di nulla dinnanzi
al condizionamento psicologico degli arbitri riguardo le “grandi”, si
crederà ancora che il presidente della Lega Calcio Galliani (vice
presidente del Milan) lavori per il bene di tutte le società di A e di B,
si attenderà con ansia il fischio d’avvio degli incontri (che ormai
avvengono in quasi tutti i giorni della settimana), si piangerà per il
pareggio della squadra del cuore, più del mancato pareggio a fine mese… Poveri
noi, poveri per davvero, in tutti i sensi, incapaci di prendere il
telecomando e, invece di cambiar canale, di scagliarlo dritto sullo
schermo, proprio come si tira in porta per cercare di fare goal, per
spegnere definitivamente l’immagine lagnosa di pochi milionari a cui
viene data una carezza nello sconforto di un pareggio, mentre, in tante
case basterebbe un bicchiere di latte da dare ai piccoli bebè carenti di
calcio…
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