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Dal guestbook

 

28 maggio 2004 - Dal guestbook - G.P.L.

 

 

Campionati europei come la politica

 

 

Cari amici belli e brut di controvoci.com, è in arrivo un campionato europeo di calcio e un campionato elettorale europeo (e non solo) con tanto di simboli e manifesti a colori con facce di tutti i tipi.
In entrambi i casi vincerà il migliore, o forse chi ha più tifosi con sé, o meglio chi ha più parenti o amici (arbitri, guardalinee compresi nel prezzo), oppure chi giocherà nella squadra più scudettata (un tempo scudocrociata…).
Di certo non sarà facile individuare il talento, se non dopo averlo visto in campo, nel possesso di palla (o nel raccontare palle…), nel calcio di punizione in prima (e nel rigore se ne avrà…), nel fraseggio a centro campo (per la serie io c’entro), nel rispettare le regole del gioco (senza essere espulso per somma d’ammonizioni).
Il calcio e la politica paiono essere molto simili, guidati dalle stesse regole e, a volte, da presidenti (vedi Berlusconi) che guidano il governo e la squadra del cuore (il Milan neoscudettato).
Mi piacerebbe chiedere ad ogni politico: “Perché sei sceso in campo?”… “Sei allenato o allineato?”… “Qual è la tua idea politica (se c’è)?... “Giochi per vincere o per partecipare?”… “Chi ti ha fatto la foto per il manifesto?”... “Puoi spiegare il tuo slogan?”…
Domande che sorgono spontanee non solo a me, ma, credo, a molti di voi.
In attesa di qualche risposta prepariamoci alle partite, ai partiti; al gioco della politica e al fuori gioco del calcio; al fraseggio a centro campo e alle frasi di circostanza; alle bandiere in curva sud e a quelle della lega nord; ai programmi innovativi e alla melina in difesa; all’attacco in contropiede e al piede in due scarpe; al tiro in porta e ai porta a porta; all’arbitro che fischia e agli elettori che urlano; ai pronostici del fantacalcio e a quelli della fantapolitica; alle schede nulle e alle schedine del totocalcio; alle ali destre ed ai terzini sinistri; alle due punte e alle più coalizioni; alla frase che non cambiarà mai, comunque andranno le cose, “Stiame meiu quannu stiame pesciu…” .
A buon intenditor poche parole...
A presto!