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30
giugno 2004 - Mariastella Gatto
ELEZIONI
2004
Anche
l’ultimo round delle elezioni 2004 si è concluso. Un incontro che ha
visto lottare un centrodestra e un centrosinistra stremati, ridotti alle
corde.
Come
sempre accade, ognuno trae le conclusioni che vuole dall’analisi dei
risultati e tutti si considerano, immancabilmente, soddisfatti.
Io
come cittadina non lo sono e, poiché cerco sempre di guardare senza
pregiudizi e preconcetti agli eventi che segnano la nostra vita,
analizzando i risultati senza
paraocchi giungo alla conclusione che la destra è stata sconfitta e che
la sinistra non ha vinto per un clamoroso ko ma si deve accontentare di
una vittoria ai punti.
Inoltre,
e questo mi rammarica molto, non posso non far emergere che, aldilà di
chi abbia vinto o perduto , Veglie, in
queste elezioni, ha comunque perso. Sono convinta che andare alle radici
significa scoprire i valori più grandi e trarre insegnamento dalla
saggezza degli avi e allora mi sovviene un detto popolare: “ L’unione
fa la forza”. Veglie in queste elezioni non è stata unita, non ha
saputo scegliere il suo leader, di destra o di sinistra che fosse, da
sostenere e votare, un uomo che la potesse rappresentare nel Consiglio
Provinciale. A chi attribuire la colpa di ciò? Sicuramente ai politici
che hanno guardato più agli interessi dei singoli
partiti e hanno favorito troppe candidature quando, invece, con
molta umiltà e grande senso civico avrebbero dovuto coalizzare le loro
forze e puntare su pochi candidati; ma, una parte di colpa va anche ai
cittadini che come sempre sono stati persuasi più dal clientelismo che
dall’efficacia dei programmi politici. “ Votiamo il compare, il
cognato di mio zio, l’amico di mio cugino…”, queste le motivazioni
che ancora oggi hanno prevalso nella propaganda elettorale, queste le
motivazioni che come cittadina, ma anche come facente parte di un gruppo
che guarda al bene della collettività, mi sento di dover condannare.
Attraverso Controvoci faremo il possibile affinché i cittadini diventino
sempre più consapevoli dell’immane valore di ogni singolo voto, perché
Controvoci è un giornale che si occupa di politica ma non è
politicizzato, è nato libero di esprimere la propria opinione e tale
vuole restare. Niente e nessuno potranno mai “ comprarci”. |