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30 giugno 2004 - Un gruppo di devoti
LETTERA
ALLA COMUNITA' VEGLIESE
Cari
cittadini e amici di Controvoci, durante
l’ultima festa di S. Giovanni Battista, abbiamo potuto ammirare il new
look, molto free style, del nostro amato protettore. Prima
di proseguire oltre specifichiamo che non vogliamo essere né dissacratori
né blasfemi, ma solo un po’ ironici ed evidenziare così, con un
sorriso, gli interventi incauti e irresponsabili sul nostro già
maltrattato patrimonio storico-culturale. Torniamo
alla festa del nostro amato S. Protettore: vigilia,
quindi processione; la preziosa statuetta aveva un qualcosa di
sconcertante… ma cosa? Una differenza, un non so che di anomalo… Ci
siamo confrontati: “Mi
sta pare ca S. Giuanni no bbete iddhru!” “sai
ca hai raggione. Ma cce ae, cce bbe ccappatu!? Li
capiddhri!!!!!!!!!!!! No sso iddhri! Ecco
scoperto ciò che non andava: a S. Giovanni avevano sostituito la
parrucca. Certo rinnovare il colore e il taglio fa molto moderno, potevano
osare un po’ di più, anche per avvicinare i giovani alla Santa Madre
Chiesa, come un pircing sulla bella guanciotta rosea,
un tatuaggio sulla spalla scoperta, un tau sulla caviglia,
dipingere di arancio il vello dell’agnello o altro ancora (visto che la
fantasia e il cattivo gusto non mancano)!!!! Torniamo
all’argomento, dicevamo: la parrucca; una “bella” parrucca nuova: cambiato
il colore: da castano chiaro in mogano scuro; il
taglio: non più i ricci settecenteschi, ma un mosso ondulato (per
intenderci Raffaella Carrà anni “70). Buone
le intenzioni, ma pessimo il risultato. Restaurare l’esistente va bene,
rifare modificando secondo arbitrari gusti personali NO, non si può e non
si deve. Abbiamo
scoperto che il new look è solo per la sua festa, per i giorni feriali il
nostro amato Santo Protettore preferisce tornare all’originale (potete
constatarlo andando a dire una preghiera davanti alla sua statua). Scherzate con
i fanti
Ma
lasciate stare i santi. Nel
nostro dialetto si dice anche:
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