C U L A C C H I

Foie reste con rapina

 

Oggi vi voglio raccontare di un "fatto" realmente accaduto e che ha acquisito tutti i connotati di un culacchio data la sua vis comica.

 

La vicenda si svolge nel paesino di Boncore a tutti noi noto per la vicinanza al nostro luogo di villeggiatura preferito, Torre Lapillo Beach, nell'ottobre del 1999. Protagonisti loro malgrado della storiella sono i miei nonni, per gli amici Angiulinu Cipolla e Tetta Catanzano (in arte Quarnamintara).

La mattina si presenta un po' freschina, ma non tanto da distogliere i nostri eroi dal raccogliere le cicureddre nell'attesa che aprisse l'uffico postale del già citato paesino di Boncore dove potere finalmente riscuotere la loro pensione mensile, misera ma pur sempre agognata. Espletato il compito della ricerca della verdura, l'impavido Angiulinu si dirige alla volta dello sportello tanto atteso, mentre la diligente massaia Tetta rimaneva appoggiata al cassone del motocarro Ape per completare le sue mansioni mmundando le foije appena raccolte. E' a questo punto che la storia dalle precedenti tinte bucoliche si dipinge del colore giallo del thriller. Un'auto ad alta velocità si appresta all'ufficio postale e i due personaggi al suo interno con il volto coperto da passamontagna si affrettano ad abbandonare il mezzo parcheggiato proprio dietro il motocarro (che al momento fungeva da tavolo per la pulizia della verdura) imbracciando ognuno una mitraglietta. Proprio in quel momento si concretizza il culmine del culacchio: in un colpo di scena frammisto di suspence e sbigottimento, la nostra protagonista vedendo i due loschi individui muoversi con fare sospetto rivolgendosi a loro tra una mondata e l'altra così proferisce: "Hey ui ddoi a ddo' sta' sciati? mi sta' pariti ddo' rapinatori!". Fortunatamente i due non fanno caso a lei e continuano per la loro strada e soprattutto continuano il lavoro che avevano iniziato andando a svaligiare l'ufficio postale da poco rifornito dai portavalori. All'uscita trovano ancora la vecchina paffutella che resasi conto del fatto che si trattava effettivamente di ddo rapinatori comincia ad apostrofarli: "Discraziti, spuliciati...!" e in mille altri epiteti poco ripetibili. Grazie al cielo ancora una volta i ladri indaffarati non le danno retta e si dileguano in men che non si dica.

La storia finisce così:

La nonnina (ma non fisicamente nonnina) si precipita nella sala d'aspetto dell'ufficio postale e trova il marito in evidente stato confusionale, incapace di proferire parola alcuna e convinto di essere stato derubato della sua pensione, che invece giaceva tranquilla nella tasca della sua giacca.

 

Vostro Affezionatissimo Culacchiere

 

Angelo Cipolla