|

|
Domenica
16 gennaio 2005
Giustizia
e riforme: Castelli sulla sabbia…
La
protesta dei giudici si somma agli altri malcontenti
È
un periodaccio… Che scioperino i lavoratori, dipendenti o
autonomi, non è una novità. Lo sciopero dei magistrati credo che
inquieti anche le persone più placide della nostra cara Italia,
forse perché non siamo ancora assuefatti a tali manifestazioni.
L’argomento
della Giustizia non mi pare facile da esaminare. Credo che ci
siano persone più qualificate di me nel fronteggiare un tema così
scottante.
Mi
limito a disfare, come mia consuetudine, i fatti della settimana.
In
epoca di calcio mercato, ora con gli acquisti invernali, quasi dei
saldi di stagione, sarebbe curioso sostituire alcuni personaggi
della scena politica e non solo…
Avremmo
a disposizione due Di Pietro, uno impegnato nell’Italia dei
Valori, Antonio, passato dalla “toga” alla “voga” politica
e un altro Alessandro, paladino d’altri valori, quelli monetari,
sempre meno presenti nelle nostre tasche in “Occhio alla
spesa” su Rai Uno. Potremmo scambiarli. Scopriremmo così se
l’avvocato “c’azzecca” a mezzogiorno, tra le buste della
spesa, e se il conduttore, invece, possa far risparmiare qualche
soldino in politica, magari riducendo gli stipendi dei
parlamentari.
Un’altra
sostituzione potrebbe riguardare due della Lega. Uno presidente
della Lega Calcio, Galliani e l’altro esponente di spicco della
Lega Nord, l’attuale Ministro della Giustizia, ovvero Castelli (vedi
vigna). Il passaggio da una Lega all’altra non dovrebbe
essere traumatico. Chissà se Castelli non sarebbe gradito
specialmente dalle squadre di B, “al verde” da tempo, di
quello stesso colore tanto caro ai leghisti.
Galliani
alla Giustizia porterebbe le toghe rosse, oggi in lutto e quindi
toghe nere, a diventare una via di mezzo, in pratica “toghe
rossonere”. Questo per la gioia del premier che di calcio se
n’intende (e pure di problemi con i leghisti)…
Vorrei
proporvi un’ultima sostituzione, per non dilungarmi troppo. I
programmi Madiaset sulla Rai e viceversa…
Vedrete
che non ci sarà differenza tra Ventura e sventura, tra Amici di
Sera e problemi provocati dall’effetto serra, tra Reality Show e
Reality Shock, tra Fede e miscredenza, tra “Processo di Biscardi”
a “Un giorno in Pretura”, tra “Festival di San Remo” e
“La corrida” e la lista continuerebbe all’infinito…
L’unica differenza sarà nel pagamento del canone…
Allora,
non sarebbe il caso che i castelli si costruissero sulla roccia,
per molti di noi legalmente riconosciuta dalla Costituzione
Italiana? Cercare di modificarla a misura di alcuni politici è un
autentico delitto, farla invece rispettare per l’uguaglianza di
tutti mi pare l’unica cosa da fare, perché la Legge sia davvero
Uguale per Tutti e non solo per pochi privilegiati come Totti,
anche lui in sciopero, stavolta contro i suoi stessi tifosi.
Gian Piero Leo
|
|
|
Domenica
09 gennaio 2005
Il
fumo uccide, e non solo...
Entra
in vigore la norma contro il fumo nei locali pubblici
Io
non ho mai fumato se non, purtroppo per me, passivamente.
Ritengo
il fumo un vizio inutile, anche se tutti i vizi, in quanto tali,
andrebbero condannati. Ma la cattiva abitudine di una bella cioccolata
fondente, per fare un esempio a me caro, non mi pare assolutamente
rapportabile all’insopportabile disgusto dato dal fumo di
chicchessia.
Mi
chiedo però come mai, il nostro signor Ministro della Salute, così
attento ai problemi della nostra pellaccia, non proibisca l’uso
assoluto di questa droga leggera inutile e dannosa. Non è che lo
stato guadagni qualcosa, ora pure con le multe, con gli adeguamenti a
norma di legge che faranno investire fior di quattrini ai ristoratori
d’ogni dove?
Anticipo
il fatto che il divieto ai fumatori non può che farmi piacere. Già
detesto la nebbia naturale, figuriamoci quella delle sigarette che
impedisce spesso di sentire l’odore della pizza nei ristoranti.
Vorrei
solo che gli enti preposti al buon funzionamento della sanità
pubblica cominciassero ad interessarsi a tutto tondo dei problemi
della nostra salute.
Vi
pare che..
…gli
ospedali funzionino? Se sì diteci dove.
…gli
assistiti siano davvero assistiti? Se sì diteci quando.
…i
farmaci siano accessibili, e così le strutture? Se sì diteci quali.
…ci
sia un controllo sugli alimenti? Se sì diteci in quali casi.
…si
stia facendo qualcosa per l’ambiente? Se sì diteci in che maniera.
…i
prodotti geneticamente modificati siano sicuri? Se sì dateci le
prove.
…ci
siano investimenti idonei per debellare le tante malattie? Se sì come
mai tanti cervelli fuggono?
…l’elettromagnetismo
sia una barzelletta? E la lista potrebbe continuare all’infinito…
Mi
chiedo quanti interessi economici si celino nei meandri della nostra
amata Italia.
Le
strutture sanitarie private, per la gioia di pochi, funzionano meglio
delle pubbliche (e introitano fior di euro).
Intanto
le aziende producono morte, ad esempio armi, fumo, smog,
elettromagnetismo (ad es. telefonia), prodotti geneticamente
modificati, alimenti poco controllati, ecc.
Continua
la produzione di automobili d’ogni tipo, si dice con la riduzione
degli scarichi tossici, ma poi, nelle carreggiate, vere e proprie
stragi per il mancato funzionamento dei tratti stradali, della
segnaletica, degli strumenti atti alla prevenzione degli incidenti.
Non
vorrei essere palloso e nocivo anche con le parole. Ai fumatori tanto
di rispetto per il loro vizio. L’unico accorgimento è quello di
farlo da soli, magari in una stanza chiusa ermeticamente, o insieme ad
altri amanti della cicca, ben lontani da chi, come me, detesta il
fumo, tranne quello dell’arrosto.
I
bambini e le mamme incinte ringrazieranno di cuore, così anche il
cielo che diventerà più limpido.
Concludo
con un aneddoto. Tanti anni addietro, un conoscente mi disse che aveva
smesso di fumare. Io mi complimentai con lui per l’ottima scelta. Un
attimo dopo mi accorsi però che aveva in mano la sigaretta. Allora
gli chiesi: “Non mi avevi detto di aver smesso? E lui mi rispose
senza alcuna esitazione e in dialetto vegliese: “Ma quiste no so’
li tirate ti nna fiata…”. Che avrà voluto dire?
Gian Piero Leo
|
|
|
Domenica
02 gennaio 2005
Un
anno nuovo, vita nuova?
C’e
chi spera e chi dispera…
Ognuno
di noi, si spera, all’inizio di un nuovo anno, è portato a fare
il bilancio di quello precedente.
Inutile
ripetere che stavamo meglio quando stavamo peggio, che la lira era
preferibile dell’euro, che la vita attuale è costosissima, che i
poveri aumentano, che la sanità e la scuola hanno fatto passi
all’indietro, che l’intolleranza è cresciuta, che
l’insicurezza è all’ordine del giorno e la lista potrebbe
continuare…
Il
maremoto asiatico ci ha riportati alla realtà. Non possiamo, e non
dobbiamo, fare tanti calcoli. La nostra vita è in bilico, oggi c’è,
e domani chissà… Forse, però, neanche quest’ultima immane
tragedia riuscirà a ricondurci sulla giusta via, quella della
fraternità, dell’umiltà, della capacità di perdonarci
vicendevolmente. Rimarremo legati ad uno stile di vita
concorrenziale, consumistico, al desiderio di potere, al
qualunquismo e alla superficialità.
Continueremo
ad essere asociali, delegando ad altri per non sporcarci le mani.
Saliremo sul carro dei vincitori e semineremo zizzania invece che
grano.
Sosterremo
ancora le guerre umanitarie a base di bombe, sentenziando con la
lingua, e non solo, contro i diversi. Allontaneremo gli scomodi…
È
vero, un anno dopo l’altro il tempo passa, ma non può passare,
con facilità, il nostro modo di essere. Ci vorrà un lungo periodo
e tanto impegno da parte nostra per vedere dei piccoli, ma
significativi, risultati.
Se
a voi pare che l’anno scorso, come il precedente, sia stato
vissuto al meglio, continuate così.
Per
quanto mi riguarda mi pare che ciò che ho fatto sinora non basta,
come non bastano le mie parole, le mie vignette e una quantità
industriale di buone intenzioni per cambiare l’unico mondo
possibile: il proprio.
Tanti
auguri ancora. Operiamo affinché qualcosa cambi. Perché la
politica torni ad essere al servizio dei cittadini; perché il mondo
scelga percorsi di pace; perché la diversità diventi ricchezza;
perché l’amore non sia solo un pretesto per fare canzoni; perché
il 2005 sia un anno da vivere all’insegna del cambiamento vero,
per un anno da ricordare. Magari così, chi ci sta accanto, si
sentirà illuminato da una luce fissa, immensa, dissimile da quelle
intermittenti di questi giorni, così pieni di buoni propositi,
d’enfasi, di regali, ma così scarsi di verità.
Gian Piero Leo
|
|
|
Sabato
24 dicembre 2004 - Santo Natale
Miracoli
del terzo millennio o reality show?
Anche
i turchi vedranno la S. Messa del Papa.
Questa
sera, in televisione, si respira aria da record.
Pensate,
anche i turchi si collegheranno via satellite per assistere alla S.
Messa del nostro caro Carol, ovvero Giovanni Paolo II.
A
qualcuno potrà sembrare che stia avvenendo un grande cambiamento.
Bah, a me pare che ci sia più aria di reality show, la stessa che
tira nella nostra Italia da un bel po’ di tempo.
Potrebbe
anche esserci aria di contraffazione, un tentativo per accattivarsi il
resto dell’Europa con lo slogan “Anche noi guardiamo il Papa e
quindi saremo più buoni”…
A
voi tutti il giudizio, non quello universale, al massimo quello
continentale.
Altrettanto
vada, a ciascuno di voi, i mio migliore augurio, a nome anche del
resto della redazione, per un Buon Natale lontano, preferibilmente,
dai reality show, cioè dello scarto che passa come pasto da servire a
sua maestà, ma, altro non è, che il tentativo di riciclare
personaggi logori per i tanti maquillage, che tentano
inutilmente di rifarsi una verginità televisiva, come accade ai
politici volta gabbana di ogni parte ed esperti di quest’arte
(purtroppo senza metterla mai da parte…).
Ai
politici vanno, invece, gli auguri moltiplicati per tre, ovvero
(destra, sinistra e centro) non solo per Natale, ma anche per l’anno
nuovo, che ci darà in nuovo Sindaco e una nuova giunta comunale.
Adesso
attendiamo un po’ di miracoli, anche se ciò pare essere aspettativa
di pochi fedelissimi del culto pellegrinante.
Al
resto dei comuni mortali quattro risate sdrammatizzanti col solito
motto “Stavamo meglio quando stavamo peggio”, per non piangere
che, si sa, rovina la pelle del viso.
Gian Piero Leo
|
|

|
Domenica
19 dicembre 2004
Cappuccetto
rosso al posto del Bambinello
Un
errore o un orrore dei tempi nostri?
È
un tempo difficile, non solo per le persone reali, ma anche per i
personaggi del presepe.
Forse,
in qualche caso sporadico, la sostituzione del sacro Bambinello col
profano cappuccetto rosso è stata una necessità contingente alla
crisi economica e ai relativi pochi euro avuti a disposizione.
Qualcun
altro ha voluto, invece, creare un ennesimo “caso”, anologo al
crocefisso nelle scuole, richiamando l’attenzione dei mass media e
infuriando i tanti cattolici legati all’iconografia più che
all’essenza.
Ma
qual è la sostanza?
Che
ci siano pochi estremisti, che in ogni modo tentino di creare
scalpore ed indignazione, è un dato di fatto palese.
Nella
lotta stile “crociata” del terzo millennio messa in atto da Bush,
e dai suoi alleati, si nasconde un subliminale messaggio che
identifica i fratelli musulmani ad una specie di “nemici” del
nostro credo.
Il
problema è un altro. Chi di noi crede veramente nei valori del
cristianesimo, e poi, se fosse vero che Bush è un cattolico legato
ai valori, perché uccide con le guerre (o con la sedia elettrica) e
in nome di quale dio?
Nel
nostro piccolo, a parole, siamo tutti bravi a richiamarci ai valori.
Partecipiamo, chi più chi meno, alle manifestazioni esteriori, alle
processioni, alle celebrazioni, ai sacramenti, ma poi abbiamo nel
Dna un’intolleranza che emerge nel momento del bisogno, quando
c’e di mezzo un interesse specifico, spesso economico o di
dominio.
Questi
siamo noi, cristiani dell’”incazzamento” quando qualcuno cerca
di togliere un crocefisso in gesso dalle nostre scuole, ma, allo
stesso tempo, consenzienti quando si butta un extracomunitario in
carne ed ossa, e non in carta pesta, in un centro di accoglienza (si
fa per dire), come lo si fa con un anziano nell’ospizio, in attesa
di rispedizione a casa (e per l’anziano al campo santo). Ma non
basta, noi stessi amanti dell’immaginetta, prima o poi ci
comporteremo allo stesso modo con i nostri concittadini,
consanguinei, conviventi, ecc. ecc.
Ritornando
al discorso di prima. Cappuccetto rosso al posto di Gesù Bambino
pare un’idea turca. Dato che i turchi nessuno in Europa li vuole,
perché lontani dagli ideali del nostro continente (chissà perché
venne creato il sacro romano impero e, chissà come, Costantinopoli
né fece parte... bah, cose turche…), ma allo stesso tempo i
cinesi vengono abbracciati (e parlo di leader politici) come
fratelli, nonostante compiano carneficine quotidianamente, con una
pena di morte usata alla stregua di una battuta di pesca (ventimila
morti l’anno), tanto, ciò che conta sono gli investimenti.
Il
fatto è che siamo finti, più finti dei pupi del presepe, più
blasfemi di cappuccetto rosso, anch'esso un bambino bisognoso
d’affetto, ma sempre un appetitoso bocconcino per i tanti lupi
cattivi, che poi siamo noi stessi.
Buon
Natale e “in bocca al lupo” a tutti!
Gian Piero Leo
|
|
Vai
all' archivio storico vignette (Attenzione! Se hai un
collegamento dial up ci impiegherà un pò ad aprirsi) |
|