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domenica
30 ottobre 2005
Da Gian Piero
Leo (redazione@controvoci.com)

Il
re degli ignoranti?
Celentano
cementa gli italiani davanti allo schermo
Incredibile
ma vero: è scoppiata la celentanomania!
Ora
tutti (giornalisti, opinionisti, politici, attori, comuni cittadini) a
dividere il mondo in “lenti” e “rock”…
Anch’io
ho assistito alle prime due puntate di “Rock Politik”, vuoi perché si
parla simpaticamente di Berlusconi, vuoi perché sono appassionato di
umorismo e di musica (anche se poi tanta musica non c’è), vuoi perché
la tv non offre niente di meglio.
Forse
il programma di Celentano è l’inno alla retorica, al qualunquismo,
all’ignoranza fatta intelligentemente persona, ma ciò non toglie che si
possa passare una serata diversa facendosi due risate alla faccia delle
tasse e della nuova finanziaria con aggiustamenti vari che saremo
costretti a inghiottire come l’olio di ricino.
Tre
puntate ancora per la nazione, con la nota dolente di sapere spesi quattro
miliardi di euro per questo tanto chiacchierato programma quando si parla
esageratamente, nello stesso, di povertà, emarginazione, disastri vari…
Chissà
cosa ne pensa il papa rock (vedi vigna), anzi, hard rock (come lo ha
definito Adriano Celentano) Ratzinger, anche se il sommo pontefice pare
essere anche meno rock del nostro amabile vescovo Rock Talucci, il quale
è all’altezza di Pupo in quanto a musica, e non vorrei aggiungere altro
se non che la chiesa istituzionale ha paragonato spesso la musica rock al
maligno.
Comunque,
a detta di Celentano i gay sono rock. Quindi, se non siete gay, siete
lenti, e non siete papabili e manco vescovabili, ma solo tartarughe Minghi.
Concludo
con un mio pensiero molto profondo. Non mi sento né rock, né lento.
Credo di essere reggae. Chi ha reggae per intendere…in tenda, tutti gli
altri davanti alla tv, ma solo quando ne vale veramente la pena!
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