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LA VIGNETTA DI GPL  E...  I  FATTI DISFATTI.

 Gian Piero Leo - www.idearte.ws   e.mail: info@idearte.ws - gpl@controvoci.com 

Domenica 02 ottobre 2005

 

Da Gian Piero Leo (redazione@controvoci.com)

Finanza creativa e fidanzati ancora più creativi

Pacs in terra agli uomini di buona volontà

 

Il ritorno di Tremonti ispira a grandi tramonti da fotografare, magari senza politici anteposti all’obiettivo e son tramonti di sviluppo per l’amata Italia.

Come diceva il cantante Manu (quello che saluta dicendo CIAO) “È un mondo difficile…”.

Purtroppo per noi un’altra finanziaria è in arrivo, con più tagli ma, come ha detto Gianni Letta in tv “La sarta taglia, ma poi si spera ci sia qualcun altro a ricucire…”. Chi di speranza vive disperato, purtroppo …muore (il più tardi possibile), soprattutto con la classe politica che ci ritroviamo che, consentitemi, di “classe” ne ha poca.

Ma siamo ottimisti, la finanza creativa ci viene in soccorso, mandandoci forse al pronto soccorso dove, se saremo fortunati, verremo soccorsi, bendati per non poterci guardare intorno e anestetizzati con una botta di clava (che in dialetto chiamiamo “margiale”), che fa meno male delle tasse e non ci manda anzitempo all’aldilà (vedi i casi di mala sanità in Sicilia).

Ci sono poi i fidanzati creativi che attendono una legge a loro favore per diventare coppie di fatto. Sempre meglio che di “fatti” o che di “futto”… . Molti di loro saranno anche omosessuali, ma all’amore non bisogna mettere freni sennò… diventa “amaro”.

Sarebbe giusto dare, ai cittadini che lo richiedessero, le opportunità civiche ed istituzionali che la società spesso nega, vuoi per pregiudizio, vuoi per arretratezza e sicuramente per mancanza di leggi ad hoc.

Don Camillo (Ruini), che ultimamente  ha alzato la voce contro i “Pacs”, forse dimentica i Pa…tti Lateranensi, nel quale la Chiesa istituzionale patteggiò con lo Stato la volontà d’essere finanziata (oltre che fidanzata con lo stesso) grazie  all’otto per mille e con la retribuzione (a carico sempre dello Stato) degli insegnanti di religione, a patto che, sempre la Chiesa, restasse fuori dalla politica.

Il controsenso non è la semplice promulgazione ecclesiale di valori o della morale durante le campagne referendarie (o nel resto dell’anno), alla quale noi laici (praticanti e non) ci sentiamo legati, ma nel fare “politica di fatto” e scagliarsi, poi, contro le coppie di fatto (per la serie il bue chiama cornuto l’asinello).

So già che Follini non sarebbe d’accordo con me ma, a quando pare, non è in sintonia nemmeno col premier su altre questioni. Innanzitutto la legge proporzionale che, secondo il segretario Udc, bisogna realizzare di comune accordo con la minoranza parlamentare e, ad oggi, pensare alle primarie, (tanto - dico io - qualcuno le pagherà… mentre, per la legge elettorale, vale più l’espressione qualcuno “la pagherà…”).

Concludo dicendo, e forse non fregherà a nessuno, che sono angora single e, qualora dovessi, chissà quando, trovare una simpatica fidanzata, desidererei sposarmi in chiesa. Spero che, nel frattempo, non m’arrivi la scomunica…

 

 

                                                                                       

 

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