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Domenica
25 settembre 2005
Da
Gian Piero Leo (redazione@controvoci.com)
Elezioni
primarie: disgrazie secondarie
Anche il
centro-destra al voto per il candidato premier. Strano, ma vero…
La
politica, in Italia, non va mai in ferie (purtroppo…). Il teatrino
offre, apparentemente “a sbafo”, grandi sceneggiati con attori di
grido.
Partiamo
da Tremonti, prima cacciato, poi recuperato come vicepremier, poi a
sostituire chi l’ha sostituito, ovvero Siniscalco, per le ultime sparate
di finanza creativa e punzecchiate a Fazio, ingovernabile governatore
della Banca d’Italia; poi andiamo a Follini, che interpreta bene la
parte dell’opposizione nella Casa delle Libertà (dove, giustamente,
ognuno fa ciò che gli va) e comunica, a distanza, parole non certo
rassicuranti al premier, comprese quelle non convinte sulla “devolution”;
da par suo Berlusconi risponde con le rime dicendo al segretario Udc che
“Si fa male da solo… ma, di fatto, sta demolendo la
maggioranza”.
Intanto
il Presidente della Camera Casini è pronto, come Fini e Bossi, per le
primarie del centro-destra, nel quale l’Udc avrebbe il compito, avendole
proposte, dell’organizzazione (avete voluto la bicicletta? Ora
pedalate!).
Dall’altra
parte della barricata Prodi, spesso interpellato per dire la sua, mostra
la sua cera a volte quasi depressa, gialla come al tir che lo porta in
giro per l’Italia, compreso d’effetti speciali (forse lo ha acquistato
dai Pooh…), continuando a dire che il governo si dovrebbe dimettere e
che le primarie, anche nel centrodestra, sono una santa cosa. Tutto ciò
mentre lo sfidante (rosso) Bertinotti, pimpante come non mai, lancia la
sua sfida, e se arriverà secondo non punterà ad un posto da vicepremier
(volendo dire che punta ad arrivare primo… come Valentino Rossi).
Ma
la vera novità è l’entrata dei radicali nell’Unione. I pannelliani
si fondono coi socialisti, in un movimento laico, riformista,
antiproibizionista, (ecc. ecc.), convergono, così, di diritto,
nell’arcobaleno dei partiti di centrosinistra. Ora vediamo se qualcuno
è capace di mandarli via (infondo i loro voti non sono da buttare, come
nemmeno quelli dei gay e delle coppie di fatto…)…
Chissà
se, in mezzo a tutta questa confusione, qualcuno si ricorderà dei
problemi degli italiani rimasti ormai, come dice Vasco Rossi in uno dei
suoi ultimi successi, “SENZA PAROLE”…
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