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Domenica
16 giugno 2005
L’Italia
dei moderati
Perciò,
non sarebbe giusto moderarsi?
Il
successo degli astensionisti ha dato un’altra opportunità per salire
sul carro dei vincitori al premier, vittima, negli ultimi tempi, di
numerose batoste, prima elettorali e poi calcistiche.
“La
maggioranza degli italiani è moderata!” grida Berlusconi, lanciando
l’invito alla Margherita a far parte della “Casa dei moderati”
appunto, poiché, dall’altra parte, regnerebbe l’ingiustizia,
l’odio, il terrore…
La
Margherita storce il naso dopo l’invito, rifiutandolo come se fosse una
maledizione.
Ma,
mi chiedo: una “Casa della libertà”, oltre che della felicità, non
dovrebbe avere nel suo giardino tante belle margherite?
Intanto
pace fatta tra Prodi e Rutelli. L’”Unione” è congelata, ma
l’”Ulivo” resta lì, al sole caldo dell’estate, continuando a
produrre i sui frutti che sono dolci castagne, anzi, Castagnetti… Si
ritorna a parlare di primarie, con Bertinotti pronto a sfidare tutti, fa
niente che i milanisti come lui perdono in finale…
Dall’altra
parte anche “L’Alleanza per la libertà” è per il momento messa in
frigo, poi si vedrà, tra qualche tempo, come è accaduto con la
diminuzione delle tasse, con l’aumento dei posti di lavoro, c’è da
attendere…
Parliamo
di vincitori:
Don
Camillo, mi riferisco al Cardinal Ruini, senza un Peppone capace di
frenarlo, esulta con “moderazione”, affermando: “Ho solo fatto il
mio dovere di cristiano”, per non dire di democristiano…
E
su queste parole non mi resta che concludere il mio intervento. Anch’io
mi sento di essere un moderato, ma m’accontenterei non di una casa della
libertà, ma di una semplicissima “Casa, cammira e cucina”, come si
usava un tempo, quando entrando non andavi né a destra né a sinistra, ma
sempre dritto…
Gian
Piero Leo
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