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Sabato
11 giugno 2005
Dalla provetta
elettorale alla prova… d’amore
Benedetto
sia astenersi, anche dalla “carne”, con l’occhio al quorum
In
attesa di conoscere gli esiti delle elezioni, se si raggiungerà o no il
quorum del 50% più uno, gli italiani si chiedono se si stia cercando di mettere in piedi uno
Stato confessionale. Di fatto, i moniti che la Chiesa
sta lanciando, suonano come un ritorno alle antiche crociate.
Nessuno
mette in discussione la scesa in campo, più che legittima, dei vescovi,
riguardo i referendum del 12 e 13 giugno, cosa che però rischia, alla
fine, di avere un effetto boomerang, data la pubblicità gratuita fatta al
momento referendario e la benzina sul fuoco versata sulla suscettibilità
degli anticlericali e dei più sinistri della sinistra.
Che
la vita non la si debba mettere ai voti può essere un fatto condivisibile,
ma, al contempo, da approfondire non con semplici slogan. Che, tuttavia,
si debba costringere una persona a fare i “voti” di castità, mi pare
un caso non altrettanto accettabile.
Mi
riferisco alle parole rivolte dal nuovo pontefice ai vescovi africani, con
le quali si chiede al popolo africano di astenersi dall’avere rapporti sessuali,
come rimedio unico
per sconfiggere le malattie invece dell’uso dei profilattici. Sfido anche il
resto del mondo a mettere in pratica questa prescrizione, a partire dai
“Papa-boys”, consumatori di anticoncezionali sicuramente più degli
africani, che, se avessero i quattrini, si comprerebbero un bel panino con
la mortadella.
Gian
Piero Leo
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