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Domenica
29 maggio 2005
Dalla
casa della libertà a quella della felicità
Ovvero
dal liberismo al feticismo
Il
gioco a due punte, tanto agognato del premier, dà i suoi frutti. Infatti,
dopo il Campionato, il Milan perde pure quella che, un tempo, si chiamava
Coppa dei Campioni e non parliamo di elezioni.
Berlusconi,
per un mese, non parlerà di calcio, ma raddoppierà la sua dose di frasi
a effetto in politica, come quelle in risposta agli inglesi sulla nostra
Italia, disegnata dal cavaliere come una penisola felice, come nelle
favole…
Il
presidente, che non licenzia nessuno, riferendosi al tecnico rossonero, si
prende però tante licenze, diciamo… poetiche. Gian Maria Cazzaniga,
giornalista sportivo, non è da meno, anzi… In diretta su Radio Uno Rai,
ha attaccato Berlusconi, dicendo: “Dovrebbe licenziarsi da solo”. E
questo è tutto un programma! Ma prima d’arrivare all’estremo saluto
agli italiani passerà ancora tanto tempo…
Godiamoci,
allora, le sceneggiate sul partito unico, sulla nuova casa comune chiamata
“Alleanza per la libertà, il motore potenziato di questo paese
giocondo, dove la Lega non ci sta’, Fini ci starebbe tra qualche anno,
Follini forse, magari se premier sarà Casini…
Dall’altra
parte della barricata le cose non vanno meglio. La Margherita gioca al
“m’ama, non m’ama…” facendo perdere le staffe a Prodi, che dopo
essere riuscito ad addomesticare Bertinotti, anche lui milanista, non si
spiega il perché dovrebbe riportare i moderati alla moderazione… cose
da pazzi!
Allora,
l’ex presidente europeo, prima minaccia d’andar via, poi (minaccia
ancora più grave) intende creare un movimento politico, dato che in
Italia vi è una certa carenza di partiti…
E
se parlassimo di referendum? Lì è tutto un altro capitolo, magari da
trattare la prossima volta. Non vorrei rendervi infelici riportandovi alla
cruda realtà…
Gian
Piero Leo
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