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Domenica
22 maggio 2005
Il
Modello Unico 2005
La
dichiarazione dei “debiti” in politica
L’esclamazione
di Rutelli: “Avanti miei prodi”, contro il partito unico, ha irritato
non poco Prodi, Romano (di nome, non di fatto come il leader della
Margherita), L’ex Presidente europeo, in viaggio in Cina, ma non per
commerciare mortadelle, resta così rappresentate ancora di se stesso e
senza un partito alle spalle. Nulla ha potuto il suo gregario Parisi che,
come la ballerina Parisi del sabato sera, ha tentato di convincere gli
amici di partito con strabilianti piroette, senza ottenere che poche
pacche sulla schiena.
Il
problema, presente in entrambi gli schieramenti, è lo stesso. I partiti
del centro “mobile” si oppongono alle idee, che rimarranno tali, di
unificazione.
Come
ha ben detto il politologo Sartori, prima di puntare demagogicamente al
bipolarismo secco, bisognerebbe accorciare il numero dei partiti, cosa che
appare improbabile in Italia, che ne possiede almeno 15 (senza considerare
le forze minori).
Quindi,
gli slogan di questi giorni, altro non sono che propaganda elettorale.
Gli
ex democristiani, non a caso presenti in U.D.C e Margherita, non
accetteranno mai di essere subalterni alle forze maggiori e chiederanno la
visibilità a tutti i costi (e che costi…).
Rutelli,
che per il centro sinistra si è nutrito, e son parole sue, “con pane e
cicoria” dimentica il suo passato. A me pare di ricordarlo: prima
radicale al fianco di Pannella, poi ambientalista coi Verdi, poi
bandierina del centro sinistra sconfitto da Berlusconi, ora oppositore
dell’Unione, domani chissà, forse come leader del centro destra, tanto,
tra perdere i “rutelli” ed essere “follini”, in politica, c’è
poca differenza…
Gian
Piero Leo
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