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Domenica
08 maggio 2005
LE
INVENZIONI DEL PREMIER
Dal
modello unico al partito unico: pagare prego
Il
nostro premier non finisce mai di stupirci. A sorpresa, anche per i suoi
alleati politici, inventa il partito unico del centro destra con
l’ipotetico nome di “Alleanza per la libertà”. La Lega Nord pare
non essere felice di questa trovata elettorale e forse anche le altre
anime della Casa della libertà cominciano a spazientirsi. L’unico
felice pare essere solo lui, Silvio Berlusconi, mai domo nelle sue
battaglie per la salvezza del nostro paese dal pericolo delle sinistre.
Nel frattempo, in Puglia, Vendola presenta la sua squadra rossa, con
qualche malumore nei compagni Comunisti Italiani e nella Margherita. Poca
cosa rispetto alle promesse di abolizione del ticket (non mantenute) e dei
2500 posti letto in meno negli ospedali che il neo assessore alla sanità
regalerebbe ai cittadini della Puglia migliore.
OK,
si fa per dire, staremo a vedere. Godiamoci nel frattempo i duelli delle
due coalizioni in questa ennesima campagna elettorale dopo il Berlusconi
Bis (o tris). Lo faremo con un Sirchia in meno e uno Storace i più; con
un Tremonti restaurato (non si sa per quale motivo) e con un Prodi gasato
all’ennesima potenza; con un Cannavaro registrato simpaticamente con
flebo e tanti italiani che una flebo non possono permettersela nemmeno per
sport…
A
tal proposito mi viene di suggerire il simbolo per il partito unico: (vedi
vignetta) il pallone sgonfio e una bella flebo. Credo che sia l’immagine
che più si addica anche al centro sinistra. Le coalizioni si preparano
allo scontro elettorale come dei contenitori, non solo vuoti, ma sgonfi
come a dei palloni da calcio usurati. Sarà facile cambiare nomi alle
squadre, anche cognomi di parte di alcuni candidati, ma mi chiedo se sarà
possibile modificare l’assetto di un paese colmo di mille problemi e con
uno stile politico tutto nostro.
Bisognerà
pagare, non solo salatissime tasse, ma anche lo scotto di una cultura
dopata, vuota di valori e di
regole che ci sta portando allo sfacelo.
La
colpa non è del solito Berlusconi, è di ciascuno di noi, capaci solo di
riempirci la bocca di parole, ma bisognosi, non di una semplice flebo, ma
della capacità di fare scelte coraggiose.
Gian Piero Leo
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